Inclusione sociale

Fronte del Borgo: Non perdere la bussola

Fronte del Borgo: Non perdere la bussola

Emilia Bifano si è tuffata sull’opportunità di partecipare al nostro doposcuola di Fronte del Borgo come volontaria: sogna di lavorare coi bambini, da grande, e di organizzare laboratori d’ogni genere – dallo storytelling spiegato ai più piccini fino alle sessioni di riciclo creativo.

Per il momento vive i suoi ultimi mesi alla Holden (frequenta il secondo anno del College Scrivere: il diploma è alle porte!) fotografando mentalmente tutto ciò che la folgora per via. “Zhenfu”, per esempio, “è un bambino a colori”, racconta Emilia: “guanciotte rosse, occhi nerissimi e grembiulino azzurro.

Attraversa il ponte del nostro galeone portando sulle spalle uno zaino che pesa più di lui: una formichina e la sua briciola di pane. Arriva silenzioso, con un sorriso che va da guancia a guancia e ti regala una carica incredibile.

A volte parla un italiano saltellante, frutto di una combo incredibile di lingue che si affollano nella sua testolina. Dopo aver finito i suoi compiti mi guarda e dice «Emi, facciamo uno scambio. Io ti insegno il cinese e tu insegni a me l’italiano…».”
Alessia Rossi frequenta invece il primo anno di Scrivere: ha lo stesso sogno di Emi e un anno d’attesa in più prima di testarlo.

Nel frattempo scrive: “Fin da piccola, Peter Pan è la mia storia preferita. Ho sempre sognato di poter visitare, almeno una volta, l’Isola-che-non-c’è. Ecco, all’età di ventitré anni posso dire di esserci riuscita: perché credo sia questo, Fronte del Borgo. Non è soltanto una biblioteca o una semplice sede di laboratori e doposcuola, ma una nave pirata che porta a solcare mari sconosciuti ed esplorare terre magiche e incredibili. È una balena azzurra e bianca, o la mappa di un accampamento indiano. È un luogo dove tutto può accadere e accade, perfino che ogni martedì e mercoledì pomeriggio venti bambini diversi s’incontrino per fare i compiti e per provare a inventare storie sempre nuove. Sono molto grata per questo viaggio!”.

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