Dialogo interculturale

I ponti della Bicocca

 

Si è svolta la Quarta Giornata Interculturale Bicocca presso l’ateneo milanese, alla presenza di oltre mille partecipanti. Titolo della giornata: “Building Bridges. Tra le due sponde. L’educazione interculturale all’epoca dei nuovi fondamentalismi”. L’iniziativa ha suggellato la collaborazione avviata tra la filiale italiana della Casa di Monaco e l’Università nel 2013, con un focus particolare sul tema dell’intercultura e del dialogo tra i popoli. Alessandro Baricco (scrittore, autore e divulgatore) e Lucio Caracciolo (direttore della rivista Limes e massimo esperto italiano di geopolitica) hanno aperto i lavori della “ Quarta Giornata Interculturale Bicocca”, offrendo le loro riflessioni sul tema nei loro rispettivi ambiti di competenza.

L’obiettivo è stato quello di arricchire e implementare il patrimonio di contenuti reali e di metodologie valide per l’educazione interculturale (in Italia e in altri Paesi) negli anni difficili dei nuovi fondamentalismi. La Giornata/Convegno ha avuto la stessa organizzazione logistica delle tre precedenti (sessione plenaria al mattino e sessioni parallele nel pomeriggio), con un notevole ampliamento dei punti di vista. Per la “Quarta Giornata” infatti è stata scelta per la prima volta la formula della “call for papers”. Un Comitato Scientifico formato da sei membri ha avuto il compito di selezionare le proposte presentate, attraverso un processo di peer-review a doppio cieco.

“Da quando sono stato a Milano per la Terza Giornata Interculturale Bicocca – ha dichiarato Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante di United Nations Alliance of Civilizations – soltanto un paio di anni fa, il nostro mondo ha visto crescere l’ondata di atti di violenza estremista, la radicalizzazione del conflitto e degli attacchi terroristici. Spesso questi atti sono ispirati da ideologie fondate sull’intolleranza che mirano a dividere l’umanità sulla base di false interpretazioni di valori religiosi, culturali e sociali. I terroristi mirano a creare un clima di paura e isteria. Essi si ispirano a principi e valori opposti a quelli declamati nella carta universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite. Ora più che mai, dobbiamo rimanere uniti e lavorare insieme per prevenire l’insorgenza di ideologie estremiste nelle nostra società”.

“La promozione del dialogo interculturale – ha dichiarato Bill McAndrews, Vice President Communications Strategy Corporate and Market Communications BMW Group – fa parte della nostra cultura. Nella nostra sede di Monaco, per esempio, lavorano insieme ogni giorno circa 40 mila dipendenti che provengono da 100 nazioni differenti. E insieme, ogni giorno, costruiscono il successo della nostra azienda. Ma questo non avviene naturalmente. Riuscire a far lavorare insieme persone con culture e formazioni così profondamente differenti richiede un livello elevatissimo di sensibilità e comprensione interculturale. E in tempi come quelli che stiamo vivendo, caratterizzati dal ritorno dei fondamentalismi e dei conflitti globali, il dialogo interculturale sta diventando un elemento sempre più cruciale”.

La Quarta Giornata Interculturale Bicocca, sotto la direzione scientifica della Prof. Mariangela Giusti, è stata un luogo e un tempo d’incontro, dove si sono conosciute e sono state messe in circolo buone pratiche educative, formative, di rispetto dei diritti. Per questo, è stata un’occasione positiva e utile sia per coloro che erano già esperti di educazione interculturale, sia per coloro che si sono avvicinati per la prima volta a quest’ambito del pensiero pedagogico.

38 Commenti

  • Rispondi
    Francesca Buscaglia
    3 Giugno 2016 at 18:35

    Buongiorno professoressa Giusti,
    volevamo ringraziarla moltissimo per averci coinvolte nella IV Giornata di Intercultura, è stato davvero emozionante e ricco di spunti. Conosco bene la fiera del libro di cui ha parlato nel suo intervento e trovo anche io che certa editoria dedicata all’ infanzia sia coraggiosa ed efficace, un ottimo esempio di arte per lo sviluppo sociale.
    I nostri sentiti complimenti a lei e a tutti i suoi collaboratori!
    Cordialmente

  • Rispondi
    Antonio Borgogni
    3 Giugno 2016 at 18:37

    Gentilissima Professoressa,

    la ringrazio per l’organizzazione dell’evento e per l’opportunità che ha offerto a me e al gruppo di ricerca che coordino

    Mi auguro si possa riposare dopo un periodo così intenso.

    Le allego l’articolo, pubblicato su EMPIRIA, cui ho fatto riferimento nella mia presentazione

    Un cordiale saluto e un augurio di buon fine settimana

  • Rispondi
    Anna Borgo, Ivana La Braca
    3 Giugno 2016 at 18:39

    Gentile Professoressa Giusti,
    abbiamo partecipato, al convegno di giovedì. Desideriamo ringraziarla, insieme ai suoi collaboratori e partner, per aver organizzato un’occasione di riflessione e confronto così ricca e stimolante.

    Presso la nostra scuola, proprio questa settimana, si è svolta con tanto entusiasmo la festa interculturale 2016 dedicata alla musica e alle danze. Quest’anno l’iniziativa si è aperta al territorio ed ha avuto una maggior risonanza. Ogni anno si fa un piccolo passo in più nella speranza di diffondere tra gli alunni, le famiglie e i docenti la consapevolezza che ‘l’intercultura è un atteggiamento’. Imprescindibile ai giorni nostri, come è stato sottolineato nella giornata di giovedì.

    Desideriamo condividere con lei il messaggio che le mamme partecipanti, emozionandoci tanto, hanno voluto donarci.

    Un cordiale saluto e arrivederci alla prossima giornata interculturale!

    Anna Borgo, Ivana La Braca, Silvia Mitra
    (scuola primaria di Barlassina)

    PS: le mamme hanno ammirato, orgogliose, il poster realizzato per la Quarta Giornata Interculturale. Ancora grazie!

  • Rispondi
    Mina Bacchetti CREI di Monza
    3 Giugno 2016 at 18:40

    Grazie cara dottoressa per il bellissimo convegno di giovedì. E’ stato tutto molto interessante, anche gli interventi di Baricco, Caracciolo e dei dirigenti della BMW. La scuola si deve nutrire di idee fuori dal coro. I seminari poi hanno portato alla luce tante attività originali frutto di idee e persone che credono in quello che fanno . La saluto con gratitudine Mina Bachetti Crei Monza

  • Rispondi
    Monica Di Bari e Saidou Moussa Ba per TerraLeydi
    3 Giugno 2016 at 18:42

    Un ringraziamento per la bella giornata ricca di contenuti e di stimoli! Nella nostra sessione abbiamo incontrato valide esperienze con cui confrontarci.
    Un saluto e a presto
    Monica Di Bari e Saidou Moussa Ba per TerraLeydi

  • Rispondi
    Flavia Virgilio
    3 Giugno 2016 at 18:43

    Gentile professoressa GIusti,
    dopo il Convegno di ieri, le scrivo per ringraziarla di averci dato l’opportunità d partecipare.
    La ringrazio di tutto il lavoro fatto e spero ci saranno ancora occasioni di riflessione così importanti e partecipate.
    Un cordiale saluto

    Flavia Virgilio, Roberta Altin, Luisa Zinant

  • Rispondi
    Licia Arnaboldi
    3 Giugno 2016 at 18:44

    Buongiorno Professoressa Giusti,

    la ringraziamo per l’opportunità offertaci di partecipare al Convegno Building Bridges. Ieri abbiamo tratto dal convegno molti spunti utili per il nostro lavoro in classe.

    Anche nella Scuola Primaria Montessori dove noi lavoriamo sta crescendo la sensibilità generale verso i temi interculturali.

    Quando avrà un po’ di tempo da dedicarci, ci piacerebbe parlarne con Lei.

    Grazie ancora, buon lavoro e a presto.

    Licia Arnaboldi
    Mirna Rackov
    Nina Verstege

    Intercultural Programme
    Scuola Montessori Como

  • Rispondi
    Renata Cirina
    3 Giugno 2016 at 18:45

    Gentile Prof.ssa Giusti,
    Vorrei complimentarmi con lei per l’ottima organizzazione della quarta giornata interculturale, occasione di confronto e condivisione davvero impagabile.
    Sono stata davvero contenta di avere l’occasione di presentare, insieme ai miei colleghi, il nostro progetto di cinese alla scuola dell’infanzia.
    Grazie davvero per averci offerto questa occasione.
    Cordiali saluti
    Renata Cirina

    Prof.ssa Renata Cirina
    Coordinatrice Scuola dell’Infanzia
    e Progetto Lingue

  • Rispondi
    Violeta Popescu
    3 Giugno 2016 at 18:46

    cara Mariangela,
    Anche se non ho avuto modo di incontraci ieri e salutarci, da parte del tutto il gruppo del Centro Culturale – ringraziamo per la eccellente organizzazione, per aver riunito persone e idee che manifestano un’vivo interesse per la tema di Intercultura molto attuale nella nostra società.

    Appena ne abbiamo pronto il materiale video, intervista per la Radio Romania (Bucarest) le foto le manderò.

    Grazie anche al tutto il gruppo che ha coordinato l’evento..grazie Francesa per aver curato la parte organizza torica dello spazio associazioni.

    Un cordiale saluto,

    Violeta Popescu

  • Rispondi
    Marta Milani
    3 Giugno 2016 at 18:49

    Gent.ma Mariangela,

    grazie di cuore per l’opportunità concessami di prendere parte alla Quarta Giornata Interculturale Bicocca; è stata un’esperienza ricca di stimoli e buone riflessioni. Senza contare l’organizzazione ineccepibile.

    Davvero complimenti.

    Un cordiale saluto e grazie ancora.
    Marta

  • Rispondi
    Veronica Mondella
    3 Giugno 2016 at 18:50

    Buongiorno prof.ssa Giusti, sono una studentessa del 2^ anno di Scienze dell’Educazione e giovedì ho partecipato alla “Quarta Giornata Interculturale”. Volevo ringraziarla perchè è stato un evento molto interessante che mi ha fatto riflettere sulla realtà del giorno d’oggi.
    In allegato le invio le mie riflessioni a riguardo, in quanto devo ancora registrare il voto del suo corso sul libretto. Mi sono iscritta all’appello del 09 giugno.

    Ringraziandola per la sua disponibilità e attenzione,
    le porgo cordiali saluti.

    Veronica Mondella

  • Rispondi
    Sania Gargano
    3 Giugno 2016 at 18:51

    Buongiorno,
    Sono una studentessa frequentante, che ha svolto schede film ed esami in aula nel semestre scorso.
    Come ultimo passo Le allego la relazione sulla “Quarta giornata interculturale Bicocca” tenutasi ieri. Colgo l’occasione per ringraziarLa, perchè è stata una giornata davvero intensa e interessante che mi ha lasciato parecchi spunti di riflessione sull’argomento.
    Spero che la relazione possa essere in linea con Le sue aspettative.

    Le porgo i miei più cordiali saluti,
    Gargano Sania

  • Rispondi
    Sandra Ramundo
    3 Giugno 2016 at 18:52

    Gentile prof.ssa,
    grazie per il convegno di giovedì, è stato interessante ed estremamente coinvolgente. In una fase critica, come quella che stiamo vivendo ora, è necessario parlare di intercultura e giovedì è stato fatto nei migliori dei modi.
    Anche gli interventi del pomeriggio sono stati estremamente ricchi e ottimo spunto di riflessione per il mio lavoro. Giornate come queste riempiono il cuore; è necessario continuare a ribadire l’importanza dell’intercultura per la nostra società!

    Grazie a presto,
    Sandra Ramundo

  • Rispondi
    Alessio Aiello
    3 Giugno 2016 at 18:54

    La presenza di progetti che favoriscono l’integrazione sociale, in tutto il territorio italiano, fa
    comprendere quanto l’interculturalità sia un fenomeno quotidiano. È fondamentale la creazione di
    una società che non si basi sulla differenza ma sull’unità, che non costruisca muri ma che costruisca
    ponti, che non permetta la ripetizione di errori come quelli passati e che quindi impari dai propri
    sbagli. Il dialogo e l’educazione sono gli strumenti per permettere tutto ciò, quindi è fondamentale
    che gli educatori e gli insegnanti possano svilupparli e sviluppare tutte quelle capacità che permettano
    di creare, come affermò anche sua Ecc. Nassir Abdulaziz Al-Nasser, un mondo nuovo, una società
    unita, priva di discriminazioni e che non lasci indietro nessuno.

  • Rispondi
    Silvia Zanini
    3 Giugno 2016 at 18:55

    In che mondo vogliamo vivere? In questo mondo tutti abbiamo un ruolo nell’intercultura. L’Unione Europea può essere vista come un ponte che unisce tutti gli stati appartenenti a essa. Il gruppo BMW sta promuovendo molte iniziative all’insegna della coesione e dell’unione, come lo sci-abile, dynamo camp, la comunità di san patrignano e la scuola guida di BMW.
    L’assessore del Comune di Milano ha sottolineato il fatto che sempre più bimbi presenti nelle scuole sono di origine straniera, ma che alcuni riescono brillantemente a fondersi con la cultura locale (come l’esempio della ragazza marocchina che parla con accento bergamasco); inoltre gli adulti stranieri hanno la possibilità di apprendere la lingua del posto attraverso uno scambio culturale con la figura dell’insegnante che li accompagna nel percorso di alfabetizzazione.

  • Rispondi
    Carla Peirolero
    3 Giugno 2016 at 18:58

    Gentile Mariangela Giusti,
    volevo complimentarmi per la bella riuscita della Quarta Giornata Interculturale a Bicocca.
    Purtroppo io sono arrivata nel primo pomeriggio, perchè siamo in chiusura di SUQ Festival e ci sono svariati problemi da affrontare. Ma quanto ho seguito mi è parso molto interessante.

  • Rispondi
    Noemi Conte
    3 Giugno 2016 at 18:59

    Buongiorno,
    sono una studentessa di Scienze dell’Educazione ( FREQUENTANTE), che ha preso parte alla Quarta Giornata Interculturale di giovedi 26 maggio 2016.
    Colgo l’occasione per farLe i complimenti per l’organizzazione del convegno e per progerLe,

    Cordiali Saluti

  • Rispondi
    Marta Marelli
    3 Giugno 2016 at 19:03

    La partecipazione alla Quarta Giornata Interculturale ha aperto in me molte riflessioni.
    In particolare mi è tornata alla mente un’immagine che ho incontrato sfogliando una rivista. Mi pare molto illuminante a proposito della tematica di questa grande conferenza: Building Bridges. Ponte come elemento di comunicazione, di scambio tra culture distanti tra loro.
    In intercultura in maniera particolare lo scambio è, a mio parere ma credo che sia opinione condivisa, un elemento decisivo. Consente una grande apertura nei confronti di ciò che è diverso, consente di superare una visione etnocentrica e porsi in ascolto di ciò che, almeno apparentemente, appare “altro” da noi.

  • Rispondi
    Maria Donata Castello
    3 Giugno 2016 at 19:05

    Cara Mariangela, rispondo anche a nome delle colleghe alla tua lettera.
    Io e Laura Pomari abbiamo partecipato ad una parte dell’evento, purtroppo non ci è stato possibile intervenire nelle Sessioni parallele. Ci è dispiaciuto perchè l’interesse per i contenuti delle relazioni era alto.
    Roberta Villa e Vaninka Riccardi avevano impegni inderogabili di lavoro, occupate nella chiusura dei vari progetti e laboratori di cui si occupano.
    La sezione poster, dove hai ospitato “Seconda Generazione”, era molto ben fatta, suddivisa per tematiche e con interessanti esempi. Ho fotografato il nostro e molti altri poster da condividere con le altre per una riflessione comune. Purtroppo non ho colto la tua indicazione sull’asportazione dei poster a fine giornata, perciò rimedieremo al più presto.
    Congratulazioni sincere e vivissime per questa Quarta giornata, intensa e partecipata, con tanti ospiti e relazioni di alto interesse: la relazione di Baricco ad esempio sfiorava il dissacrante in alcune affermazioni, ma coglieva nel segno con lucidità i risvolti sociali e politici della questione.
    Spero che ci sarà qualche materiale online sulle esperienze educative affrontate nelle sessioni del pomeriggio.
    Mi riprometto di trovare nel prossimo giugno, affastellato di impegni associativi, un tempo per incontrarti con minor fretta del saluto fugace che ci siamo scambiate in chiusura di mattinata.
    Ancora grazie per l’esperienza culturale che ci hai proposto con questa giornata.
    Con affetto

    Donata Castiello
    Psicomotricista

    Coordinatrice delle Sezioni Regionali ANUPI-Educazione
    Garante della Professione ANUPI-Educazione

    Via Compagnoni 34, 20129 Milano

    Telefono: +39 02 70123158
    Cellulare: +39 339 1386771

  • Rispondi
    Erica De Giorgi
    3 Giugno 2016 at 19:07

    Abbiamo avuto l’onore di ascoltare le parole di persone di nazionalità e ambiti lavorativi
    diversi.
    Il discorso di Nassir Abdulaziz Al-Nasser è stato interessante perché ha sottolineato
    l’importanza di costruire dei ponti tra le culture e le religioni, cosa che, di solito,
    dimentichiamo e inoltre ha specificato che dal momento che il nostro è un mondo in
    continuo cambiamento dobbiamo soffermarci sulla pace e la tolleranza tra le culture e le
    religioni, argomento poco scontato dal momento ancora nel 2016 ci sono guerre
    disastrose anche tra persone dello stesso Paese. Inoltre mi ha particolarmente colpito
    l’ultima frase del suo discorso “No one should be left behind” (nessuno dovrebbe essere
    lasciato indietro) e trovo che in un mondo come il nostro questo dovrebbe essere il motto
    di ogni persona perché purtroppo le persone pensano solo a loro stesse e alle proprie
    faccende, quando concentrandosi di più sugli altri si potrebbero evitare molte cose
    sgradevoli presenti nella nostra società.
    L’intervento di Bill McAndrews ci è servito invece per ragionare sulle nostre opportunità e
    sul tipo di mondo in cui vogliamo vivere, ha anche sottolineato l’importanza della storia
    perché la storia è il ponte che collega il passato al presente ed è ciò da cui si può e si
    deve partire per costruire il futuro.

  • Rispondi
    Valentina Cheraine Haffad
    3 Giugno 2016 at 19:10

    Alcuni progetti presentati durante la sessione parallela tre, hanno mostrato come sia necessario lavorare
    all’interculturalità, non considerando solamente l’ambito prettamente scolastico, ma è importante
    indagare anche i contesti extra-scolastici. Opportunità di interculturalità possono essere offerte dal teatro,
    dalla danza, dallo sport e anche dai musei, come ci ha testimoniato Angela Trevisin, del Museo di Storia
    Naturale e Archeologica di Montebelluna; il loro progetto intitolato “Nelle scarpe degli altri” partiva da un
    oggetto, in questo caso una scarpa con un significato importante scelta dai soggetti partecipanti
    all’iniziativa, come facilitatore dell’incontro di storie di vita.
    Il viaggio è un’esperienza essenziale, non solo dell’immigrazione, ma per l’essere umano; solo il
    riconoscimento dell’altro può generare un incontro che produca ricchezza e alterità. Bisogna continuare a
    cercare di costruire ponti fra culture e religioni, aprire spazi di dialogo, cosi che si possa costruire una
    comunità unita nella quale nessuno venga lasciato indietro e dove il diverso vivrà accanto a noi e non sia
    semplicemente il racconto di un diverso che si ritrova in una terra a lui straniera.

  • Rispondi
    Veronica natali
    3 Giugno 2016 at 19:13

    Buongiorno prof,

    le scrivo per ringraziarla della bellissima giornata interculturale che mi ha dato davvero moltissimi spunti di riflessione.
    La ringrazio per tutto il lavoro che ha fatto.
    Veronica natali

  • Rispondi
    Valentina Quitadamo
    3 Giugno 2016 at 19:16

    buongiorno professoressa,
    ieri le ho lasciato nella casella di posta gli elaborati.
    davvero interessante il convegno di ieri,
    soprattutto la parte delle sessioni pomeridiane. Complimenti!
    Valentina Quitadamo

  • Rispondi
    Veronica Mondella
    8 Giugno 2016 at 1:45

    Ho partecipato alla “Quarta Giornata Interculturale” e ritengo sia stato un grande arricchimento, ma soprattutto ho avuto modo di ascoltare persone motivate verso il loro lavoro e fiduciose nel futuro. Ho avuto modo di riflettere e capire l’importanza del “costruire ponti” per evitare di costruire muri. E’ stata un’esperienza positiva, formativa e credo che un evento di questa portata possa insegnare e trasmettere molto dando la possibilità a chi partecipa di “aprire gli occhi” verso una realtà che sta cambiando e non si può trascurare.

    Veronica Mondella

  • Rispondi
    Kristen
    8 Giugno 2016 at 3:29

    I couldn’t resist commenting. Exceptionally well written!

  • Rispondi
    Martina Aiolfi
    8 Giugno 2016 at 15:34

    Gentile professoressa Giusti,
    ho trovato la IV Giornata Interculturale molto interessante e utile sia per le informazioni e le nozioni che gli esperti hanno fornito sia per gli spunti di riflessioni proposti. Ritengo che questo tipo di iniziative siano essenziali per poter informare le persone e condividere riflessioni ed esperienze che spingano ognuno di noi verso un cambiamento in modo da renderci più vicini gli uni agli altri.
    Martina Aiolfi

  • Rispondi
    Francesco Rossatti
    9 Giugno 2016 at 11:59

    Il 26 maggio ho partecipato anch’io alla Quarta giornata interculturale in Università Bicocca. Si è parlato di competenza interculturale, che richiede agli educatori di saper creare ponti tra culture e religioni diverse. Come ha sostenuto nel suo intervento Nassir Abdulaziz Al-Nasser, UN High Representative for UNAOC, “è importante e nostro dovere promuovere la diversità con il dialogo”. In un successivo intervento, a sottolineare l’importanza del dialogo, è Sergio Solero, presidente e amministratore delegato BMW Italia, che ritiene vi sia l’esigenza di una nuova sfida: “il dialogo dovrà costruire una società multiculturale”. Lo stesso, inoltre, pone attenzione a due parole quali interculturalità e reciprocità mettendo in evidenza una uguaglianza tra i due termini: interculturalità significa reciprocità e questo permette uno scambio culturale che non è altro che una forma di dialogo tra culture differenti. Ritengo questa uguaglianza citata da Solero molto interessante in quanto, in uno scambio basato sulla reciprocità, entrambe le culture possono sperimentare un arricchimento. Il termine reciprocità sottintende, a mio avviso, la necessità di porre cura, rispetto e attenzione nella relazione vissuta con il prossimo. Questo atteggiamento dev’essere implicito in qualunque relazione ma risulta ancora più importante nel caso in cui il nostro interlocutore appartenga a una cultura completamente differente dalla nostra.
    Questa giornata ha rappresentato per me l’occasione di pormi molti interrogativi su cui continuare a riflettere, per trovare un giusto modo di vivere concretamente e quotidianamente l’intercultura e l’interculturalità della realtà in cui vivo.
    Francesco Rossatti [mat.792139]

  • Rispondi
    Alessio Annino
    10 Giugno 2016 at 7:06

    Gent.ma prof.ssa Giusti buon giorno,
    al rientro dalla Germania dopo la giornata interculturale presso la Bicocca, ci tengo a ringraziare Lei e tutti gli organizzatori per l’organizzazione e la vivacità delle tematiche proposte alla Quarta Giornata in Università Bicocca. Anche i laboratori al pomeriggio si sono confermati come imprescindibile occasione di confronto e scambio. Se possibile, Le chiedo la cortesia di avvisarmi quando ci fossero iniziative a cui potrei assistere, anche a livello laboratoriale o di cattedra presso la Vs università, perché, pur lavorando attualmente presso la Facoltà di Scienze Politiche a Catania, sono assolutamente interessato alle tematiche interculturali, e un viaggio non costituirebbe alcun problema, approfittando per una visita a mia madre, che ancora vive a Desio.
    Ancora congratulazioni, buon lavoro e a presto
    Alessio Annino

  • Rispondi
    Arianna Barigatti
    12 Giugno 2016 at 14:30

    Buonasera prof.ssa, questa mail vuole solo porgere i ringraziamenti per aver esteso l’invito a partecipare alla Quarta Giornata Interculturale in Bicocca anche a noi studenti di Torino, per me è stata una giornata molto ricca, in cui ho potuto in alcuni casi consolidare conoscenze e per altri poter conoscere e avvicinarmi ad altre visioni.
    In particolare ho trovato la sessione plenaria veramente interessante e a tratti emozionante, la sessione parallela molto utile, soprattutto ai miei occhi di studentessa con ancora poca esperienza, sicuramente inserirò nel mio bagaglio molto di quanto presentato.
    Trovo che opportunità simili siano da cogliere e farne tesoro, rinnovo quindi i miei ringraziamenti e gratitudine
    Un cordiale saluto
    Arianna Barigazzi

    ————————

  • Rispondi
    Sara Sosio
    26 Giugno 2016 at 12:23

    Scriveva Gandhi: “ Sii il cambiamento che vuoi veder avvenire nel mondo” . Credere in queste parole 1
    significa riconoscere la risorsa che ognuno di noi costituisce, nell’ottica di un
    cambiamento reale. Lavorare quindi sulla formazione e sull’educazione, attivando
    percorsi e iniziative, combattendo la paura dell’incontro con “l’altro da noi”, convinti del
    fatto che se ognuno farà la sua parte il mondo davvero potrà iniziare a convivere in
    modo pacifico. Sara

  • Rispondi
    Francesca Monti
    26 Giugno 2016 at 12:26

    costruire ponti nella nostra società, anche attraverso l’educazione, vuol dire ampliare il proprio punto di vita, accogliere, scoprire ed entrare in comunicazione con l’altro, il diverso, evitando di mantenere posizioni lontane e distaccate che non aiutano l’incontro e non rispettano i valori universali dei diritti umani e del vivere civile, soprattutto oggi, negli anni difficili dei nuovi fondamentalismi e dove sono sempre più numerosi i fenomeni migratori. Sergio Solero, Presidente e Amministratore Delegato BMW Italia, nel suo discorso durante la sessione plenaria, ha ricordato l’importanza che il dialogo interculturale ha nella nostra società, portando l’esempio della cultura organizzativa dell’azienda per cui opera, raccontando che si può riuscire a far lavorare insieme persone di formazione e cultura differente solo se si riesce a mantenere un livello alto di sensibilità e comprensione interculturale.

  • Rispondi
    GIORGIA VIGNATI
    26 Giugno 2016 at 12:29

    Personalmente ho deciso di partecipare a questa giornata perché frequento il corso scienze dell’educazione e
    come futura educatrice sento la necessità di avvicinarmi al tema dell’Intercultura, perché, come ha detto Paolo
    Cherubini, l’educazione è lo strumento principale attraverso cui si possono (e devono) costruire ponti, bisogna
    mirare all’integrazione e porre fine alla continua creazione di anticorpi verso le altre culture. La vita collettiva
    italiana, così come quella europea, è ormai di fatto diventata multiculturale e di conseguenza è necessario creare
    le premesse per vivere bene la diversità. Giorgia

  • Rispondi
    Beatrice Uva
    26 Giugno 2016 at 12:31

    “Costruire ponti”… mi sono soffermata a riflettere sul PONTE. Cos’è un ponte? È qualcosa con cui l’uomo è riuscito a superare le barriere che la natura gli aveva posto come invalicabili, una struttura che permette il movimento da una sponda all’altra, un collegamento. Ecco allora che parlare di ponti in ambito dell’educazione interculturale vuol dire cercare di abbattere quelle barriere in modo da sviluppare, in una società che parla sempre più di fondamentalismo, la capacità di avvicinarsi ad abitudini diverse. La metafora del ponte prevede: la struttura, le motivazioni della sua costruzione e le finalità. Non sempre gli attraversamenti possono risultare facili, a volte ci si può soffermare a vedere il fiume che scorre sotto di esso.

  • Rispondi
    Alice Meazza
    26 Giugno 2016 at 12:39

    Ritengo che questa Quarta Giornata Interculturale sia stata un buon modo per parlare di intercultura, conoscerne i vari aspetti ed ascoltare i vari punti di vista. È chiaro quanto l’aspetto dell’interculturalità sia fondamentale nel mondo dell’educazione soprattutto al giorno d’oggi e per questo è importante trovare dei modi per rendere interculturali la scuola, la società ma anche le menti delle persone che la vivono attraverso il dialogo e l’apertura alla diversità.

    Alice Meazza
    Matricola n° 792207

  • Rispondi
    DORIANA ANDREA DI CHIARA
    26 Giugno 2016 at 12:42

    Ho apprezzato particolarmente l’intervento dello scrittore Alessandro Baricco poiché ha esposto una riflessione molto profonda e personale sul mondo attuale, nel quale noi individui abbiamo perso il passo del tempo rimanendo indietro, nonostante la società avanzi e progredisca; abitiamo in un sistema obsoleto, un habitat inadatto perché siamo incastrati in una mentalità vecchia, che ragiona seguendo pensieri rigidi. Pur vivendo in un’epoca moderna, i soggetti possiedono un’identità astratta perché flebile, proprio come la società che ci ospita e il soggetto deve sforzarsi di ricercare la propria realtà identitaria in un mondo sempre più complesso.
    Ho apprezzato molto il convegno presentato, in quanto ha potuto offrire molti spunti di riflessione riguardo la ricchezza dell’intercultura e il valore della diversità: è di estrema importanza riconoscere la cultura di origine di ciascuno, come risorsa fondamentale per la convivenza democratica.
    L’educazione deve ambire alla realizzazione dell’inclusione sociale rivolta a tutti i cittadini del mondo, senza che la loro storia identitaria sia cancellata o sottovalutata.
    Doriana Andrea Di Chiara

  • Rispondi
    Roberta Rezzonico
    26 Giugno 2016 at 12:45

    Ritengo che la scuola debba svolgere un lavoro molto importante per permettere a bambini
    e ragazzi, sia autoctoni che stranieri, di adattarsi, d’integrarsi e di crescere in un mondo
    dove le differenze fisiche e culturali non sono un problema, ma un’opportunità per arricchirci
    e aprire la mente verso nuove culture. La figura dell’educatore può risultare molto importante
    in questo caso, poiché ha la possibilità di operare sia all’interno del contesto scolastico ma
    anche attraverso attività extra-scolastiche. Penso che l’educatore debba intervenire nelle
    situazioni più difficili da raggiungere, quando le altre istituzioni non possono intervenire.
    L’educatore deve avere il coraggio di affiancare le persone che hanno bisogno d’aiuto
    quando tutti gli altri non ci sono, “prenderle per mano” e accompagnarle, fino a raggiungere
    una serenità e a conquistare una sicurezza che le faccia sentire a casa loro. Il mondo è di
    tutti, chiunque ha diritto di poter dire “sono a casa”.

  • Rispondi
    FRISON MARTINA
    26 Giugno 2016 at 12:53

    Il senso di questa Giornata Interculturale è di richiedere a coloro che si occupano di educazione e di formazione di reagire alla situazione attuale Italiana e degli altri paesi: non bisogna rimanere immobili in questa situazione ma combattere per ciò che si crede. Non esiste un contesto specifico dove iniziare ad avere questo atteggiamento, bisogna migliorare ogni giorno in ogni contesto soprattutto a scuola e nel contesto extrascolastico. (Ecco perché si è deciso di formulare questo evento proprio in ambiente universitario). Ogni ambito necessita di un intervento compresi gli spazi pubblici.

  • Rispondi
    sara bertolasi
    26 Giugno 2016 at 12:57

    Le esperienze presentate nella Quarta Giornata Interculturale hanno avuto come punto di partenza per il loro sviluppo la scuola: sì, proprio la scuola che tanto riteniamo debba essere radicalmente riformata. Questo dimostra come tante piccole realtà scolastiche si siano già attivate per migliorarsi e per sviluppare la competenza interculturale. L’importante è che tutto ciò che viene prodotto non rimanga racchiuso tra le mura deI contesto scolastico, ma che si estenda anche alla realtà extrascolastica.

  • Lascia un commento