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MADONIE – LA TARGA DI GIULIO MASETTI. DODICESIMO RACCONTO DI GIORGIO TERRUZZI PER IL PROGETTO “PRENDI LA TARGA” IN COLLABORAZIONE CON BMW E IFOODIES

MADONIE – LA TARGA DI GIULIO MASETTI

Tra le Madonie si svolge la dodicesima tappa del viaggio del giornalista e scrittore Giorgio Terruzzi. Il racconto numero dodici del progetto “Prendi la targa, venti tappe italiane per fare memoria”, realizzato grazie alla partnership di BMW Italia con iFoodies, è online. La pubblicazione delle venti storie raccontate dalla inconfondibile voce di Terruzzi è prevista con cadenza settimanale. Tutte le storie sono raggiungibili dal canale Instagram di BMW Italia, su www.bmw.it/prendilatarga, su www.specialmente.bmw.it e su www.ifoodies.it.

«È un tempio, un luogo sacro del motorismo. Per entrarci serve lasciarsi alle spalle Cefalù che pure profuma di Targa. Grazie a Ciccio, Francesco Liberto, classe 1936. Costruisce scarpe per campioni, su misura. Scarpe da pilota, il primo paio destinato ad Ignazio Giunti, povera stella. Anni Sessanta. Giunti sarebbe morto guidando una Ferrari a Buenos Aires nel 1971 in un incidente che fa male al cuore ancora adesso, Ciccio continua a fare il suo mestiere nella bottega vecchia e spartana di via Botta 32, con un entusiasmo da ragazzino e l’umiltà che fa grandi i veri artigiani.

Dai, dai, dai: il mare a destra come una quinta celeste, la retta lunghissima di Bonfornello dove il piede destro spingeva sul gas, bivio di Cerda, la strada che spara sulle Madonie, verso il cuore della corsa più straordinaria della storia. Targa Florio. Un guizzo geniale di Don Vincenzo Florio, “U Cavallerizzu”, palermitano nobile per titolo e spirito, una questione di anima e passione. Pilota così così, visionario, intraprendente, una famiglia che fu potenza assoluta.»

Pubblichiamo come di consueto l’inizio del racconto, inserito nel progetto “Prendi la targa”, che è possibile ascoltare interamente, letto dalla voce di Giorgio Terruzzi, qui:

 

La pubblicazione dei restanti contenuti editoriali avverrà con cadenza settimanale ogni martedì.

1 Commento

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    Giulio Mangano
    9 Febbraio 2021 at 11:40

    Ciao Giorgio,
    prevedibili ma sinceri i complimenti per l’iniziativa ed in particolare per questo ennesimo e sempreverde tributo a Giulio Masetti, ma soprattutto alla Targa ed al suo “inventore”, Vincenzo Florio, che guardava avanti di cent’anni.
    Permettimi di segnalarti una microscopica e quindi involontaria inesattezza, per la quale mi sento di criminalizzare il sempre colpevole correttore ortografico.
    All’inizio dove dici “Un guizzo geniale di Don Vincenzo Florio, “U Cavallerizzu”, palermitano nobile per titolo e spirito, una questione di anima e passione”, il soggetto dell’osanna non era una cavallerizzo (“U Cavallerizzu”), ma piuttosto un giovane cavaliere (“U cavalieruzzo”), affettuosa e quasi goliardica attestazione di stima, che alcuni decenni dopo sarebbe stata attribuita, pur senza diminuitivi, al “cavaliere” per italica definizione: il milanesissimo Tino Scotti.
    Ad maiora…

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