Cosa succede quando la creatività umana incontra la natura incontaminata? La risposta è ArteParco, che dal 2018, si impegna a valorizzare l’inestimabile patrimonio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso interventi d’arte contemporanea che sanno integrarsi perfettamente nel paesaggio. Questa nona edizione segna un momento di profonda maturazione per il progetto, consolidandone il prestigio e arricchendolo di novità di ampio respiro. L’iniziativa, nata dalla mente dell’imprenditore e comunicatore abruzzese Paride Vitale, prende vita grazie alla stretta collaborazione con il Parco Nazionale, il Comune di Pescasseroli e il brand di profumi PARCO1923. Un percorso virtuoso che si realizza anche attraverso il supporto fondamentale di partner da sempre sensibili ai temi della sostenibilità e della tutela ambientale, quali BMW Italia, GORE-TEX, BCC Roma, Generali e INWIT.
Negli anni, ArteParco ha dato vita a un percorso artistico unico, trasformando i sentieri C1 e C2 che si incontrano partendo da Pescasseroli in un vero e proprio museo a cielo aperto dove le opere dialogano con il paesaggio e ne seguono le trasformazioni naturali. Per il 2026 l’iniziativa si espande e si trasforma in un festival multidisciplinare, ampliando la propria programmazione con appuntamenti dedicati a musica, teatro e letteratura, che includeranno concerti e performance musicali in quota, una rassegna teatrale, incontri letterari e presentazioni nel bosco.
La nuova installazione permanente di questa edizione si intitola “Santa Rosalia” ed è firmata dall’artista Hilario Isola, noto per una ricerca che indaga la relazione tra intervento umano, natura e processi biologici. L’opera site-specific è stata concepita per le Foreste Vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riconosciute Patrimonio UNESCO dal 2017, e sarà presentata al pubblico il 18 luglio 2026. Da anni la pratica dell’artista si concentra sull’osservazione del mondo naturale e, in particolare, dell’universo degli insetti. Da qui nasce la scelta di ispirarsi alla Rosalia alpina, un raro coleottero dalla caratteristica livrea blu e nera che convive da tempo immemore con i grandi faggi vetusti, svolgendo un ruolo essenziale nell’equilibrio ecologico del territorio. L’installazione si configura così come simbolo di una natura al tempo stesso preziosa e vulnerabile, traducendosi in una scultura composta da lastre e reti di rame pensata per inserirsi nel paesaggio come una presenza silenziosa, mimetica e quasi organica. Affiorando allo sguardo dei visitatori, l’opera intende generare meraviglia attraverso le proprie forme e, al contempo, stimolare una riflessione sul microcosmo degli insetti e sulla funzione cruciale che essi ricoprono nella salvaguardia degli ecosistemi del pianeta.
Il progetto è approdato quest’anno anche al MAXXI L’Aquila con la mostra “ARTEPARCO. Arte nella natura“, a cura di Fanny Borel. L’esposizione, realizzata nell’ambito dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, è stata aperta lo scorso maggio 2026. Il percorso espositivo raccontava gli otto anni di vita del progetto attraverso bozzetti, fotografie e video delle installazioni permanenti immerse nella natura incontaminata. È stato così possibile ripercorrere la storia di opere storiche come “Animale Vegetale (Il Cuore)” di Marcantonio, “(specchi angelici)” di Matteo Fato, “Un tempo è stato” di Alessandro Pavone, “Radicorno” di Sissi, “Liberi tutti” di Valerio Berruti, “Totemi” dell’Accademia di Aracne, “Rinascita” di Megx e “Stasis” di Velasco Vitali. La mostra offriva inoltre l’occasione di scoprire da vicino la ricerca artistica del protagonista della nona edizione, Hilario Isola, attraverso un bozzetto scultoreo di “Santa Rosalia” e l’opera “Paesaggio bacato”. Quest’ultima è un progetto composto da piccole sculture in rame ossidato raffiguranti frutti svuotati dagli insetti, presentati come reperti archeologici e capaci di trasformare ciò che comunemente è percepito come scarto in un elemento poetico e simbolico.
Con questa nuova edizione, ArteParco ci invita a a metterci in cammino tra i sentieri del Parco Nazionale d’Abruzzo per riscoprire, attraverso la sensibilità dell’arte, l’antico legame che ci unisce alla natura e l’importanza di proteggerla.

