A calcio ci gioco una volta l’anno. La mattina del 24 dicembre, prima dell’aperitivo della vigilia in piazza. Che poi neanche è calcio, è calcetto. Ci arrivo sempre fuori forma: ogni anno mi riprometto di fare un po’ di cardio, di giocare almeno una volta al mese per non essere il peggiore, e puntualmente non lo faccio. Non so se per chi gioca le partite di BMW IN TOUR è lo stesso. Non so se si allenano per mesi prima dei match, se per loro il calcio è un appuntamento settimanale o se si ritrovano una settimana prima dell’inizio della gara a correre per controllare di avere ancora il fiato. Sono sicuro, però, che la mia partita del 24 dicembre e gli appuntamenti di BMW IN TOUR hanno qualcosa in comune: gli sconosciuti.
Lo schema delle nostre partite è lo stesso da circa dieci anni. La settimana prima della discesa a casa si riattiva il gruppo WhatsApp con gli amici di giù, con il Francesco di turno che ricorda a tutti di mettere in valigia le scarpette. Si aspetta di arrivare a 10 risposte e poi si prenota il campo. Nessuno ci pensa più fino alla sera del 23 dicembre, quando il Filippo di turno scrive che gli hanno fatto un “brutto scherzo al lavoro” e proprio non riesce a scendere. Parte la ricerca del decimo: cugini, vecchi compagni di classe, o, se proprio si è disperati, colleghi. A mezzanotte circa si trova l’Alessandro di turno, di solito il fidanzato della sorella di qualcuno di noi. Il giorno dopo ci si ritrova con uno sconosciuto in campo. Magari una persona che si è vista solo di sfuggita, a un ferragosto.
Immagino che le squadre di BMW IN TOUR siano un po’ così: ci sono gli amici che hanno legato fin dal primo giorno di lavoro, i compagni della pausa pranzo, e poi ci sono gli atleti di Insuperabili. All’inizio ci si guarda con curiosità, si scambiano delle frasi di circostanza, si chiede in che ruolo si gioca e se si è disposti ad andare in porta.
Prima del fischio, che sia al campetto o sullo stadio che ospita le partite del tour, ci si guarda, ci si studia. Si cerca di capire chi sarà l’MVP della concessionaria che giocherà la finale negli stadi del Milan. Non si sa ancora come si muovono gli sconosciuti, se creano l’occasione per il goal perfetto o se calciano il pallone da ogni angolo. Si possono fare delle supposizioni, ma tutto lì: fino alla prima papera – o al primo gol da metà campo – rimangono solo supposizioni.
Poi inizia la partita e lo sconosciuto diventa un compagno di squadra. Non è più una persona con cui scambiare due chiacchiere prima di entrare in campo; adesso è qualcuno a cui bisogna affidarsi per vincere.
Quell’Alessandro non è più, per me e per il resto della squadra, il fidanzato della sorella di non so chi: è diventato il calciatore che è riuscito a smarcare da solo tutta la squadra avversaria e adesso è solo davanti alla porta. Allo stesso modo, il ragazzo timido con la maglietta di Insuperabili non è più un semplice nome sulla distinta: ora è la punta della squadra, quello che segnerà il primo gol della partita. O magari sbaglierà a porta vuota, ma poco importa.
Ad ogni passaggio quel legame diventa un po’ più forte. Alla fine della partita le chiacchiere nello spogliatoio non sono più dei semplici convenevoli: ci si scambiano i numeri di telefono, ci si organizza per altri calcetti o magari si pensa ad un’uscita insieme. Magari ci si da appuntamento per la finalissima, dove la squadra di Insuperabili sfiderà i migliori giocatori dei concessionari.
L’anno dopo, nel gruppo degli amici, il Francesco di turno proporrà di sentire ancora Alessandro. Nel corso dell’anno qualcuno l’avrà reincontrato in montagna, ci avrà giocato a Beach Volley o avrà guidato con lui fino ad un concerto in qualche città lontana. Immagino che, l’anno dopo, alle nuove partite di BMW IN TOUR sarà un po’ lo stesso. Nello spogliatoio entrerà di nuovo l’atleta di Insuperabili, ma non sarà più una faccia nuova. Sarà quello che l’anno prima li ha fatti vincere, e che poi in finale ha segnato il gol del pareggio per la squadra di Insuperabili. E magari sarà anche l’amico del difensore o il compagno d’escursioni del portiere. Comunque vada, non sarà più uno sconosciuto.


