Esistono luoghi in cui le narrazioni non si limitano alla pagina scritta, ma acquisiscono una dimensione vibrante e tangibile. Uno di questi è il General Store della Scuola Holden di Torino che, per il terzo anno consecutivo, da vita a Seven Springs. Nato da un’intuizione di Alessandro Baricco, il festival rappresenta l’espressione più profonda dell’identità della Holden: un ecosistema dove la musica diviene linguaggio universale, capace di scuotere le coscienze e ispirare nuove visioni.
Il cuore pulsante dell’iniziativa risiede nella “regola del sette”, un paradigma che scandisce il tempo e il senso dell’esperienza. Sette giornate di programmazione distribuite lungo la stagione, con appuntamenti che iniziano rigorosamente alle sette di sera e un accesso garantito da un biglietto dal valore simbolico di sette euro. Questa scelta non è solo organizzativa, ma riflette una precisa volontà di inclusione: non si assiste a un semplice concerto, ma si partecipa a un rito di ascolto condiviso, dove il confine tra palco e platea sfuma nel dialogo e nella scoperta di sonorità impreviste.
Per l’edizione 2026, la direzione artistica di Gloria Campaner e Nicola Campogrande ha tracciato un percorso che attraversa generi e linguaggi con straordinaria naturalezza. La serata inaugurale, il 28 aprile, è affidata al talento di Barbara Hannigan e Bertrand Chamayou, preludio di una stagione di collaborazioni d’eccellenza. Dai dialoghi jazz con la tromba di Paolo Fresu – in sinergia con il Moncalieri Jazz Festival – al virtuosismo di Carlotta Dalia e Giuseppe Gibboni, fino alle sperimentazioni inedite di Stefano Senardi e Raphael Gualazzi e all’incontro tra la musica di Raffaele Pe e il basso elettrico di Saturnino. La rassegna troverà la sua conclusione il 7 luglio, in una Jam Session che vedrà Giuseppe Andaloro e Anais Drago dialogare con i giovani talenti della Scuola Salinjam.
Da quest’anno Fondazione Grand Atlantic, l’anima istituzionale che sostiene il festival, entra a far parte dell’ecosistema SpecialMente #drivenbypeople. Raccontare Seven Springs significa dare voce a un’iniziativa che incarna i valori di responsabilità sociale e sostegno al talento. In un’epoca caratterizzata dalla velocità, l’atto di fermarsi ad ascoltare come “suona” una nuova idea assume un valore molto profondo. Il festival trasforma così l’eccellenza artistica in un’occasione di crescita collettiva e impegno concreto verso la comunità.
Perché la musica, prima o poi, riparte sempre.



